FABRIZIO BETTINI

FABRIZIO BETTINI

OPERATORE DI PACE

Da oltre 20 anni mi occupo di interventi nonviolenti nei conflitti e da 18 sono volontario e operatore di Operazione Colomba (Corpo Nonviolento di Pace dell'Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII). Ho fatto esperienze in Bosnia, Croazia, Caucaso, Palestina e Israele. Ho operato per molti anni in Kossovo. Attualmente coordino l'equipe di Operazione Colomba in Albania, che è impegnata nel tentativo di superare il problema delle vendette di sangue.

Avanti con i corpi civili di pace

Leggo con gioia che il consigliere provinciale Matteo Civico ha presentato nuovamente una proposta di legge per il riconoscimento dei Corpi Civili di Pace trentini.

La notizia è buona perché denota una sensibilità ai temi della Pace e della Nonviolenza non comune e perché, da trentino, mi inorgoglisce il fatto che dalla nostra provincia nascano proposte del genere.

Detto questo l'approvazione di questa legge supporterebbe e riconoscerebbe qualche cosa che in Trentino esiste almeno da 25 anni.

Ricordo che nel dicembre 92 numerosi trentini partirono alla volta di Sarajevo per la marcia che poi prese il nome di “Marcia dei 500”, qualche mese dopo partimmo in una cinquantina comprandoci perfino un pullman.

Conosco decine di persone che dal Trentino, in questi anni, sono andati in zone di conflitto o post conflitto lavorando per la Pace, proteggendo le persone minacciate e aiutando processi di riconciliazione e incontro fra le parti. Una recente ricerca di Osservatorio Balcani Caucaso ne ha rilevato l'importanza sociale negli anni Novanta.

Mattia Civico non inventa nulla ma, come uomo prima che da consigliere provinciale, tocca questo mondo sommerso che raramente affiora nelle cronache locali.

I corpi civili di Pace trentini sono una realtà che esiste e cresce, aspettiamo un riconoscimento. Personalmente, il mio cammino in questo mondo è iniziato a vent'anni e ora che ne ho più di venti di esperienza non vedo spegnersi questa spinta, vedo, anzi, che molti giovani si avvicinano a questo mondo e che cercano risposte, formazione e riconoscimento sarebbe ora che anche il nostro Governo locale si accorgesse di noi e ci desse un riconoscimento formale per fare del Trentino, per l'ennesima volta, un avanguardia in questo campo.

Questa legge ci darebbe la possibilità di formarci meglio, ma soprattutto di essere riconosciuti non solo come operatori umanitari ma come coloro che nelle guerre ci vanno per proteggere le persone e per far incontrare i nemici.

 

Clicca qui per leggere il Disegno di legge.

  01 Settembre 2015
Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale
Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani
Osservatorio balcani e caucaso