ARIANNA BAZZANELLA

ARIANNA BAZZANELLA

FORUM PER LA PACE

Lavoro presso il Forum trentino per la pace e i diritti umani per il quale mi occupo di comunicazione e coordinamento delle attività. In precedenza, ho lavaorato presso l’Istituto IARD di Milano e l’Osservatorio permanente sulla condizione dell’infanzia e dei giovani della Provincia di Trento. Mi occupo di studi su giovani, politiche giovanili e scuola.

Alex Langer: testimone del nostro tempo

Alex Langer scriveva queste parole più di vent'anni fa. "La convivenza pluri-etnica, pluri-culturale, pluri-religiosa, pluri-lingue, pluri-nazionale... appartiene e sempre più apparterrà, alla normalità, non all'eccezione. Ciò non vuol dire, però, che sia facile o scontata, anzi. La diversità, l'ignoto, l'estraneo complica la vita, può fare paura, può diventare oggetto di diffidenza e di odio, può suscitare competizione sino all'estremo del "mors tua, vita mea" (…) Le migrazioni sempre più massicce e la mobilità che la vita moderna comporta rendono inevitabilmente più alto il tasso di intreccio inter-etnico ed inter-culturale, in tutte le parti del mondo. Per la prima volta nella storia si può - forse - scegliere consapevolmente di affrontare e risolvere in modo pacifico spostamenti così numerosi di persone, comunità, popoli, anche se alla loro origine sta di solito la violenza (miseria, sfruttamento, degrado ambientale, guerra, persecuzioni...). Ma non bastano retorica e volontarismo dichiarato: se si vuole veramente costruire la compresenza tra diversi sullo stesso territorio, occorre sviluppare una complessa arte della convivenza" (da “Tentativo di decalogo per la convivenza inter-etnica”, 1994). 

Alexander Langer (Alex, per gli amici anche se lui preferiva il nome esteso) è nato a Vipiteno (BZ) il 22 febbraio del 1946. Cresciuto nell’Alto Adige del Dopoguerra, profondamente segnato da fratture su base etnica e culturale, fu politico, intellettuale, scrittore sensibile e attivamente impegnato attorno ai temi della nonviolenza, della pace, della convivenza, di una conversione dei costumi in direzione ambientalista e (diremmo oggi) sostenibile. Morì a Pian dei Giullari, nella campagna nei pressi di Firenze, il 3 luglio del 1995 lasciando questo intenso messaggio: "I pesi mi sono diventati davvero insostenibili, non ce la faccio più. Vi prego di perdonarmi tutti, anche per questa mia dipartita. Un grazie a coloro che mi hanno aiutato ad andare avanti. Non rimane da parte mia alcuna amarezza nei confronti di coloro che hanno aggravato i miei problemi. 'Venite a me voi che siete stanchi ed oberati'. Anche nell'accettare questo invito mi manca la forza. Così me ne vado più disperato che mai. Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto".

È stato definito “viaggiatore leggero”, “costruttore di ponti”, “testimone e profeta”, in una piece teatrale addirittura “Profeta tra gli stupidi”: parole importanti che vogliono evocare e sottolineare l’imperitura attualità del suo pensiero e, al contempo, l’incomprensione di cui fu vittima in un momento storico che non lo capì e non lo sostenne fino in fondo, lasciandolo privo del sostegno necessario per portare avanti le sue molte e faticose battaglie politiche e culturali.

Dalla biografia presente sul sito della Fondazione Alex Langer Stiftung si può leggere: "Dal 1978 viene eletto per tre legislature in Consiglio provinciale di Bolzano nella lista Neue Linke/Nuova sinistra prima e in quella Verde Alternativa dal 1988. Negli anni ‘80 è tra i promotori del movimento politico dei Verdi in Italia e in Europa, come forza innovativa e trasversale. Partecipa ad un intenso dialogo di ricerca con la cultura della sinistra, dell'area radicale, dell'impegno cristiano e religioso, delle nuove spiritualità, di aree non conformiste ed originali che emergono anche tra conservatori e a destra, o da movimenti non compresi nell'arco canonico della politica. Eletto deputato al Parlamento europeo nel 1989 diventa primo presidente del neo-costituito Gruppo Verde. S’impegna soprattutto per una politica estera di pace, per relazioni più giuste Nord-Sud ed Est/Ovest, per la conversione ecologica della società, dell’economia e degli stili di vita. Compie viaggi e missioni ufficiali in Israele, Brasile, Russia e Argentina, Albania ed Egitto".

Bastano queste poche righe a dare conto della complessità della vita e di conseguenza del pensiero di un uomo coraggioso, sempre a cavallo di più mondi, come si addice ai pensatori liberi che hanno occhi che sanno guardare oltre ogni frontiera, fisica e mentale.

Proprio per questo, in un tempo che palesa tutta la sua complessità e il pericolo di fallaci quanto perverse soluzioni semplicistiche e intrinsecamente violente, oggi più che mai si scoprono e si riscoprono le parole e l’agire di Langer: camminatore, tessitore di relazioni, autentico sognatore di un mondo migliore.

  15 Giugno 2015
Centro per la Cooperazione Internazionale
Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani
Osservatorio balcani e caucaso