Un futuro in musica. La liuteria per i ragazzi di strada di Kisangani

Un futuro in musica. La liuteria per i ragazzi di strada di Kisangani

La pialla accarezza il legno, lisciandolo, dopo che il seghetto ha modellato il pezzo di legno scuro e la fresatrice ha addolcito gli appuntiti spigoli. Mentre le dita dell'artigiano sembrano ingioiellate dal giallo della segatura. Lui, è un giovane artigiano, poco più che ragazzino. Fino a poco tempo prima viveva per strada con il rischio che fosse reclutato la delinquenza. È uno dei ragazzi del Centro St. Laurent e Bakita di Kisangani, nella Repubblica Democratica del Congo. Come lui ce ne sono molti altri nella piccola liuteria. E lì non si costruiscono solo chitarre, ma anche altri strumenti di ottima fattura. Per ora vengono vendute a conoscenti e poco più, ma il progetto è di allargare il settore delle vendite e rendere il laboratorio redditizio. L’idea della liuteria è nata con il contributo dall’Associazione don Lorenzo Guetti Ieri Oggi Domani del Bleggio in Trentino. L’obiettivo è dare ai giovani con gravi disagi familiari il gusto del lavoro artigianale e un’istruzione professionale idonea alla loro crescita e al loro inserimento nel mondo del lavoro.

 Il progetto è nato con obiettivi ben definiti: formare un numero consistente di ragazzi  attraverso il funzionamento di una scuola di Liuteria; avviare un’attività  imprenditoriale di  produzione e vendita di chitarre elettriche artigianali e minuterie in  legno    (giocattoli,  intaglio, oggetti di utilizzo casalingo…). E, infine, creare  occupazione ai ragazzi grazie alla  produzione artigianale o, per chi ha acquisito una  certa maestria, attraverso la formazione  delle generazioni  più giovani.In questo  modo, la liuteria, annessa alla falegnameria, di St  Laurent diventa un centro di  formazione professionale per un possibile sbocco lavorativo e  un’attività di  autoformazione e  autofinanziamento del centro stesso. Il progetto si è  concretizzato  con riferimento all’esperienza acquisita con i ragazzi di strada da padre Giovanni  Pross  di Volano (Trentino) e da padre Corrado Tosi di Balbido- Bleggio Superiore, sempre in  Trentino. Partner locale è appunto il Centro St.Laurent e Bakita di Kisangani. Fautore  del  progetto qui in Italia è l’Associazione Don Lorenzo Guetti Ieri Oggi Domani,  coadiuvata    dall’Associazione ProEcomueo Dalle Dolomiti al Garda, l’Associazione Club  Alcologici  Territoriali Tre Pievi, il Gruppo Giovani di Balbido e i Lions Club delle  Giudicarie Esteriori.

 Gli enfants sorciers e la superstizione della stregonia

 Va sottolineato che la crisi economica e sociale, l’ignoranza e la superstizione generano come fenomeno derivato l’espulsione dei bambini dal nucleo famigliare. Da circa una decina di anni la grande famiglia  allargata della tradizione africana non riesce più a farsi carico di tutti i membri. Molti bambini vengono accusati di stregoneria, assumono il ruolo di capro espiatorio per la famiglia che vuole disfarsi di loro e li allontana in quanto portatori di disgrazie e malefici. Altre volte sono i ragazzi stessi che, vivendo il disagio con il nucleo parentale, abbandonano la casa e diventano in breve tempo “ragazzi di strada”. Tra le cause più comuni della fuga del ragazzo nella strada vi sono un grado di miseria molto accentuato, i legami molto instabili tra i genitori, con la presenza di più mamme sotto lo stesso tetto; l’influenza sui genitori di credenze e pratiche religiose tradizionali mal interpretate e gruppi pseudo religiosi chiamati “chiese del risveglio”. L’abbandono di bambini a causa della povertà della guerra e del fenomeno “enfants sorciers” (i bambini accusati di stregoneria e cacciati da casa) e la latitanza di qualsiasi programma di assistenza, si traduce in un numero abnorme di ragazzi che trascorrono le giornate sulla strada vivendo di espedienti, senza una occupazione fissa, senza istruzione e senza alcun reddito e soprattutto senza un avvenire. Si calcola che siano alcune migliaia a Kisangani i ragazzi che abitualmente vivono sulla strada. Una parte di loro ha come riferimento l’accoglienza del centro St Laurent e Bakita e l’intervento saltuario di qualche organizzazione sociale.

La Maison St Laurent e Bakita ospita attualmente circa 150 bambini e ragazzi, spesso minorenni. Il centro si propone di garantire la sopravvivenza e favorire il reinserimento famigliare, culturale, sociale e produttivo dei ragazzi e delle ragazze ospiti. Per fare ciò il centro ha sentito il bisogno di un salto di qualità e di dotarsi di un progetto educativo di ampio respiro, che possa fungere anche da modello e da coordinamento per altri centri o organismi che operano nel settore dei bambini abbandonati. Il fenomeno dei ragazzi di strada, infatti, sta interessando molte città del Congo e dell’Africa ed è urgente consolidare la rete di collegamento con i gruppi e gli organismi che operano nel settore.

 La realtà a Kisangani

 La Repubblica Democratica del Congo è uno dei Paesi più vasti del continente africano, ricco di  risorse naturali (minerali, coltan, oro, diamanti, foreste, petrolio  e terra fertile) e conta più di  60 milioni di abitanti suddivisi in oltre 200 etnie. Nonostante le sue immense risorse, il Paese è  uno dei più poveri del continente e  del mondo, con un reddito pro-capite di 170 dollari e circa  il 70 per cento della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. La zona di intervento  del  progetto è Kisangani nel Nord-Est della Repubblica Democratica del Congo. La città di  Kisangani (l’antica Stanleyville) è un importante porto fluviale sul fiume  Congo, capoluogo  della Provincia Orientale. Tre guerre l'hanno devastata dal 1996 al 2004. Infatti la città porta  l’appellativo poco invidiabile di “città martire”.  Molti gruppi armati hanno perpetrato crimini e  violenze contro la popolazione del luogo, sostanzialmente per il controllo delle miniere d'oro e  diamanti delle  località vicine e hanno lasciato orfani e famiglie dissestate. Le molte guerre  hanno inoltre distrutto le infrastrutture, le industrie e le vie di comunicazione via terra.

 Kisangani dista circa 1.500 chilometri dalla capitale Kinshasa ed è raggiungibile solo per via aerea o fluviale. Le difficoltà legate alle vie di comunicazione  rendono difficile la ripresa economica del luogo. La popolazione attuale della città supera il milione di abitanti. Come molte altre città dell’Africa, Kisangani è ogni  giorno meta di nuova immigrazione per intere famiglie, che, spinte dalla crisi economica, sociale e politica, abbandonano le campagne in cerca di una  sistemazione migliore nel tessuto urbano, che si sviluppa in forma anarchica, senza pianificazione e senza servizi.

  

Per saperne di più, scrivete a: trentino.solidarieta@provincia.tn.it

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  30 Dicembre 2014
Centro per la Cooperazione Internazionale
Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani
Osservatorio balcani e caucaso