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Interviste
20.04.2010
30 anni in prima linea
Solidarietà internazionale e Croce Rossa è un binomio che spesso balza agli onori delle cronache per l'intensa attività umanitaria che la Cri svolge in contesti spesso difficili fra guerre e conflitti etnici, talvolta l'associazione diventa anche mediatrice di pace. Chiediamo conferma di tutto ad Alessandro Brunialti, l'ispettore dei volontari per il Trentino Alto Adige con ben 32 di servizio alle spalle.

Cosa rappresenta per Lei la solidarietà internazionale?

La Solidarietà internazionale ha molti volti coprendo un grandissimo numero di campi quali: scientifico, industriale, agricolo, militare, educativo, sanitario e molti altri. Importante è non confondere la solidarietà internazionale o cooperazione internazionale con assistenza umanitaria che risulta essere solo una piccola seppur importante parte degli aiuti e tende a rispondere ad esigenze nate da situazioni di emergenza eccezionali legate a calamità, con lo scopo di alleviare le sofferenze delle popolazioni colpite. Premesso questo la solidarietà deve tendere a favorire lo sviluppo la dove questo non sia presente o dove risulta essere carente attraverso progetti che dovrebbero svilupparsi per un periodo medio-lungo sfruttando le risorse e la manodopera locali così da aiutare indirettamente anche l’economia del luogo. Molti sono i progetti che la Croce Rossa sviluppa in questo campo e sono sia a livello di aiuti umanitari che di cooperazione internazionale. Ultimo fra questi è un progetto di assistenza psico-sociale indirizzato ai bambini della striscia di Gaza con un intervento che prevede il coinvolgimento di circa 8000 bambini l’anno e dove i volontari stessi potranno essere parte attiva del progetto. Sono molti anche i progetti umanitari con la donazione e l’invio nelle zone individuate di attrezzature necessarie al miglioramento dei servizi.

Come è cambiato l’approccio a questo tema da parte di associazioni e cittadini nel corso degli anni?

Per quanto riguarda il cittadino semplice è forse più coinvolto in quel campo che riguarda gli aiuti umanitari stimolato dalle pressioni medianiche di televisione e radio che diffondono le notizie con puntualità mirando con immagini e storie a colpire il cuore delle persone. Il popolo italiano è un popolo che di fronte alle calamità, di fronte alle sofferenze dona tutto. Purtroppo questa voglia di donare molto spesso non risulta efficace. Difficile è far passare un doppio messaggio.

  1. il materiale raccolto o i fondi raccolti non possono e non devono essere utilizzati nell’immediato solo per dimostrare che l’intervento è stato effettuato ma il più delle volte risulta vincente pazientare e investire su progetti studiati e mirati.

  2. Spesso donare denaro crea nelle persone la paura che questo venga utilizzato per altri scopi o che non raggiunga realmente le persone bisognose. Per quanto riguarda la Croce Rossa tutti i fondi (100%) vengono utilizzati per il progetto indicato. Un esempio significativo per capire l’importanza di una raccolta mirata o ancor meglio di raccogliere fondi è pensare che la raccolta porta ad esempio ad avere 100 kg di pasta, ma questa pasta è di formato diverso e minuti di cottura diversa. Chi si trova ad operare sul campo e si trova questa scatola piena di pasta diversa non riesce ad utilizzarla o spreca molto tempo per andare a ricercare i minuti di cottura uguali.

Nel corso degli anni il cittadino ha modificato molto poco il modo di donare e questo senza dubbio è il risultato di una scarsa informazione che deve essere fatta prima della calamità. Per quanto riguarda le associazioni posso solo parlare di come la Croce Rossa ha cambiato il modo di operare nella cooperazione. La base del cambiamento è senza dubbio la formazione e l’esperienza maturata negli anni che ha portato alla luce l’importanza di progetti a lungo termine mirati allo sviluppo e allo sfruttamento delle potenzialità già esistenti sul posto. L’aiuto a breve termine esiste ancora ma non rappresenta più la maggioranza dei progetti che la Croce Rossa sta sviluppando.

Cosa dovrebbero fare le istituzioni per promuovere al meglio la solidarietà internazionale? Conosce esempi di “buone pratiche”?

Come già accennato la promozione delle solidarietà passa attraverso l’informazione, il coinvolgimento della popolazione, lo studio delle problematiche. Purtroppo non sempre si riesce a far passare la notizia della cooperazione agli organi di stampa che sono coinvolti solo nel momento del dramma dimenticandolo sempre troppo velocemente. La triste realtà è che ad esempio Haiti è già stata dimenticata Si passa da pagine intere di informazione a poche righe in pochi giorni al nulla più assoluto. Va ricordato che la nostra Provincia cura in modo attento la cooperazione internazionale grazie alla serietà e professionalità dell’assessore alle politiche sociali.

 
Si descriva con cinque parole

Volontario, Attivo, Concreto, Realista, Semplice

Formi un acrostico con le parole solidarietà internazionale

Sostenere Oggi Lottare Instancabili Domani Aiutare Rimanendo Imparziali Esprimendo Tanto Amore Illuminare Nella Triste E Radiosa Notte Alcune Zone Inesplorate Offrendo Nell’ Amore Lealta Estrema

Descriva la solidarietà internazionale con un film, un pezzo teatrale, o una canzone

Non mi ritengo un grande esperto nel campo cinematografico e teatrale ed anche se la musica mi coinvolge molto non riesco, spulciando nelle mie conoscenze, ad individuare un possibile testo che descriva la solidarietà internazionale. Forse qualche piccolo ed interessante spot si ritrova in documentari o trasmissioni culturali, forse perché i film devono attirare la massa e sinceramente vedere delle persone che muoiono di fame o conoscere le grandi povertà che coprono il nostro Pianeta attira molto meno che vedere delle scene violente di macchine cappottate di incidenti aerei con mille effetti speciali.

Sono più di trenta gli anni di volontariato in Croce Rossa. Ricorda un incontro, un’emozione o qualcosa che un’esperienza cosi forte Le ha insegnato per la vita.

Ogni momento, ogni esperienza è un insegnamento per la vita. Sono i piccoli eventi, i semplici incontri, i sorrisi delle persone che ti stanno accanto e soccorri, ad aumentare il bagaglio che ti porti per la vita. L’emozione è un sentimento che varie volte nella giornata si prova e molto spesso proprio per dei piccoli eventi.

E’ appena tornato da Haiti. Provi a tracciare un bilancio e a raccontare cosa si porta via da questo viaggio.

Grande tristezza. Il terremoto lascia distruzione morte, ma la povertà, la malnutrizione che abbiamo toccato con mano ad Haiti sono frutto di problematiche precedenti. Haiti va aiutata con un progetto a lungo termine, un progetto globale di ricostruzione, ma tutto ciò è possibile solo grazie alla volontà del governo locale unita alla volontà del “Mondo” di far crescere uno stato attualmente nella polvere considerato ad oggi il più povero in assoluto.

Biografia
E' schivo ma con un sorriso grande e solare quando racconta con naturalezza dei suoi inizi in Croce Rossa del Trentino. Racconta sempre di aver incominciato quasi per caso, quando diciottenne frequenta il primo corso volontari perché: “è sempre utile avere qualche nozione di primo soccorso, se si guida la macchina”, dice sempre Brunialti. Da allora si sono susseguite tante missioni internazionali: da Kukes in Albania, fino al Pakistan, passando per Haiti. Sempre disponibile se lo chiamano nei vari gruppi di zona, per conferenze o per risolvere piccole e grandi emergenze.
 
Approfondimenti:
Croce Rossa del Trentino 
Croce Rossa italiana 
 
Intervista a cura di Enrico Tozzi
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