Negli ultimi anni il cinema ha sposato con convinzione i temi dell'inclusione sociale e della solidarietà internazionale . Ne sono un esempio i film: "La classe – Entre les murs" (Il diario di un anno scolastico in una classe multiculturale della Francia di oggi, tratto dal romanzo di François Bégaudeau) e "Bianco Nero", con Ambra Angiolini, Fabio Volo e Aïssa Maïga, regia di Cristina Comencini del 2007. Il film narra l'intreccio d'amore tra persone di colore diverso. Chiediamo conferma a Maurizio Nichetti, un regista, che dell'impegno sociale ha fatto la sua bandiera.
Cosa rappresenta per Lei la solidarietà internazionale?
L'unica via praticabile in un mondo piccolo di cui tutti facciamo parte.
Come è cambiato l'approccio a questo tema da parte di associazioni e cittadini nel corso degli anni?
Con l'avvento delle nuove tecnologie di comunicazione siamo testimoni quotidiani di immagini e fatti che non possono lasciare indifferenti. Compito delle Associazioni è quello di ricordare che non sono solo immagini virtuali, ma realtà raggiungibili.
Cosa dovrebbero fare le istituzioni per promuovere al meglio la solidarietà internazionale? Conosce esempi di "buone pratiche"?
Prima della solidarietà deve nascere la conoscenza. Scuola, istituzioni e famiglie dovrebbero impegnarsi sempre nell'avvicinare culture, tradizioni, religioni, popoli diversi. Il primo passo di avvicinamento è conoscerli meglio per sentirli più vicini.
Si descriva con cinque parole
Meglio descriversi nel lavoro che si fa o nei comportamenti che si tengono. Cinque parole sono poche o, a volte, anche troppe.
Formi un acrostico con le parole solidarietà internazionale.
Più che un semplice acrostico è un monologo da Settimana enigmistica. Curioso.
Sotto Ogni Latitudine Incontriamo Dolori, Amori. Ravvicinarli, Incontrarli E Trovare Accordi Insieme Non Teme Errori. Rattrista Non Arrivare Zona Incontro O Non Amare Latitudini Estreme.
Al giorno d'oggi - pensando ad esempio al film: "Bianco Nero", che racconta l'amore fra due persone di colore diverso, secondo Lei è aumentata la sensibilità verso i temi della solidarietà internazonale nel cinema e nel teatro e cosa possono ancora fare questi media per il "Mondo Solidale"?
Il mondo della fiction viene dopo. Tutto è inutile senza una reale voglia di approfondimento e di conoscenza. Vedere un film come "Bianco e Nero" può servire a sentirsi dalla parte giusta, ma può essere poco se poi non si pratica tolleranza e curiosità vera verso culture diverse dalla nostra.
Come è nata l'idea del lavoro teatrale: "Montagne migranti" e qual'era il suo messaggio?
L'idea è nata all'autore delle musiche Carlo Casillo e mi è piaciuta subito. Dalla sua prima esposizione. Un modo concreto di mostrare senza retorica come il mondo sia fatto di tanti sentimenti uguali, aldilà dei ritmi attrraverso i quali vengono espressi. Entrare nel ritmo di un altro popolo è già cercare di conoscerlo meglio, comprenderlo, sentirlo più vicino.
Biografia
Il regista Maurizio Nichetti esordisce nel 1979 con il film: "Ratataplan" e ottiene un successo a livello nazionale, che gli permette di iniziare la sua carriera di attore-regista. È stato chiamato "il Woody Allen italiano". Nel 1998 è membro della giuria del Festival internazionale del Cinema di Berlino e nel 1999 di quella del Festival di Cannes.
E' del 2008 la serie tv:" Il Dottor Clown", dove Nichetti mette in scena la storia di Patch Adams il medico fondatore della clownterapia. Dal 2004 dirige il Festival internazionale film della montagna di Trento. Per il Centro S. Chiara di Trento ha curato la regia teatrale di "Montagne migranti". E' la storia di un immaginario emigrante trentino, uomo di montagna, viaggiando per il mondo tra la fine dell'800 e la prima metà del '900, porta nella valigia le sue canzoni di montagna nei luoghi tipici dell'emigrazione italiana .
Per informazioni:
http://www.nichetti.it/
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=57580
http://www.trentofestival.it/it/film_festival/evento17.htm