
L'approvvigionamento idrico rappresenta un aspetto cruciale nella vita della popolazione di Caia; l'acqua viene infatti normalmente attinta da pozzi, realizzati in anni recenti da varie organizzazioni non governative, tra cui anche il Consorzio, che forniscono l'acqua dalla falda sottostante. Questi pozzi presentano però spesso dei problemi, principalmente legati alla loro gestione (riparazione e manutenzione) ed alla qualità dell'acqua che offrono.
La centralità della questione dell'acqua è evidente, viste le connessioni con una serie di altri fattori estremamente importanti per una società. La possibilità di accedere ad una fonte sicura di acqua pulita è infatti direttamente collegata al miglioramento della salute della popolazione, ai problemi di genere (la raccolta dell'acqua grava spesso sulle spalle, non solo in senso figurato, di donne e bambini), all'aumento del tempo da poter dedicare allo studio e ad altri lavori anziché alla ricerca dell'acqua, ecc.
Una delle proposte sulle quali si sta concentrando l'attenzione dei futuri ingegneri in queste settimane, scaturita proprio dall'esperienza estiva a Caia e suggerita dal lavoro dei loro predecessori che due anni fa hanno visitato il Mozambico con un'esperienza analoga, è l'istituzione di un coordinamento fra i diversi comitati che ad oggi gestiscono le attività legate all'acqua. Questa rappresenterebbe la prima fase di un percorso più complesso ed ambizioso in naturale continuità con l'impegno del programma Trentino in Mozambico nell'ambito della pianificazione e gestione territoriale. Il progetto infatti prevede di appoggiare l'attuale Servizio di Pianificazione ed Infrastrutture (nel quale da alcuni anni è attivo un Ufficio di Piano per la gestione della terra e del piano urbanistico di Villa de Caia) nella costituzione al suo interno dell'Ufficio di Agua e Saneamento, previsto all'interno delle politiche del governo mozambicano, e che si dovrebbe occupare di tutte le questioni legate all'acqua, acquedotto, pozzi e sanitation.
Gli studenti hanno lavorato a stretto contatto con il personale espatriato e locale del CAM e in particolare con la coordinatrice Francesca Luchi e il responsabile di area Stefano Bellutta, che hanno seguito le attività e dedicato tempo ed energie agli aspetti pratici e di programmazione del lavoro sul campo.
Nei primi giorni sono stati condotti alcuni incontri con le autorità provinciali e locali, per assicurarsi dell'effettiva necessità del progetto e della disponibilità delle istituzioni alla collaborazione (condizione indispensabile per la sua realizzazione); è stato importante comprendere le linee di pianificazione dei diversi livelli istituzionali, dalle leggi nazionali agli indirizzi dei distretti.
Per la raccolta dei dati si è scelto di sottoporre dei questionari ai gestori locali dei pozzi per capire come viene sfruttata la risorsa idrica, quali siano i costi della gestione e le mansioni dei gestori stessi. Il tutto è stato possibile grazie all'aiuto di assistenti tecnici locali che, oltre a tradurre dal portoghese al chisena (lingua locale), hanno contribuito alla stesura finale del questionario e allo svolgimento delle riunioni tenutesi nei quartieri (bairros). E' stato importante stabilire fin da subito un legame con queste persone, che operano quotidianamente sul territorio e potrebbero essere tra le prime ad venire coinvolte nel progetto per la gestione dell'acqua.
Questa è una caratteristica del lavoro che viene svolto ormai da diversi anni dal CAM, che non si limita ad interventi di tipo tecnico ma mira a rendere i progetti “sostenibili”. La presenza costante del CAM nel villaggio per tutto l'anno contraddistingue l'intervento trentino, in mezzo ai tanti interventi di emergenza isolati che si verificano in regione nei periodi di piena del fiume Zambesi, consolidando il loro ruolo all'interno della realtà di Caia.



