Obiettivi del Tavolo trentino con il Kossovo
Il Tavolo propone di elaborare e realizzare un programma organico di interventi nella municipalità di Peja-Pec, secondo le logiche dello sviluppo endogeno ed integrato e della trasformazione dei conflitti, puntando sulla partecipazione dei soggetti e delle risorse locali kossovari, oltre che sul coinvolgimento di soggetti e risorse della società civile e dell'economia trentina.
Organizzazione e strategie
Gli indirizzi generali e l'elaborazione della strategia complessiva vengono elaborati al Tavolo; i singoli soggetti partecipanti al Tavolo assumono specifici interventi, ne definiscono un progetto di dettaglio e ne assumono la responsabilità per la realizzazione. Gli interventi sono sostenuti economicamente dalla Provincia Autonoma di Trento, secondo i criteri da essa stabiliti nell'ambito della programmazione del settore cooperazione allo sviluppo. Per i progetti assunti dalle associazioni è previsto un contributo fino all'80% del costo complessivo, mentre le attività relative alla gestione e trasformazione del conflitto costituiscono intervento diretto della Provincia e pertanto sono completamente finanziate.
I lavori del Tavolo sono supportati da due figure di coordinamento, afferenti all'associazione Piazza Grande a cui è stato affidato tale compito, una in Kossovo e l'altra a Trento. Il coordinatore in Kossovo ha la funzione di rilevare in loco interessi, esigenze, bisogni, corrispondenti o vicini agli interessi dei soggetti partecipanti al Tavolo per avanzare al Tavolo conseguenti proposte di intervento, oltre che di appoggiare dal punto di vista logistico ed organizzativo e supervisionare e coordinare gli interventi che i soggetti del Tavolo realizzano. Egli inoltre cura direttamente le attività relative alla gestione e trasformazione del conflitto. Il coordinatore in Italia ha la funzione di supporto e coordinamento delle attività in Trentino e di raccordo ed organizzazione delle comunicazioni tra Kossovo ed Italia.
Qualche dato ..
Per quanto riguarda i profughi, la Casa per la Pace ha lavorato a Berane, in Montenegro, in alcuni campi profughi, per favorire da una parte lo sviluppo di migliori condizioni di vita, e dall'altra la comunicazione dei profughi con la loro città di origine. Sono state realizzate ed organizzate alcune serre per permettere alcune attività di orticoltura ed è stato attivato un “servizio di collegamento” attraverso la fornitura di giornali kossovari, di foto e di notizie, oltre che offrendo la disponibilità alla ricerca di documenti.
Sul settore disabilità ha lavorato - e sta lavorando - Gruppo 78-CICa, che nell'ambito del Tavolo ha lavorato sull'integrazione sociale e lavorativa dei disabili oltre che sull'assistenza e educazione. L'associazione gestisce a Peja-Pec il “Centro per una vita indipendente”, di cui beneficiano una ventina di ragazzi disabili e le loro famiglie, centro che ha carattere di residenzialità diurna ed in cui vengono proposte varie attività aggregativo-educative. Essa inoltre lavora con i locali centri per l'impiego e centri di formazione professionale per favorire l'accesso al mondo del lavoro da parte di persone disabili.
EDUS di Trento, anche in collaborazione con l'Istituto Agrario di San Michele, si è invece attivata a supporto dei produttori agricoli della zona. Ad un primo corso di formazione sono seguiti due interventi volti in particolare alla creazione di un soggetto collettivo dei produttori. Attualmente è stata costituita un'associazione a cui partecipano una trentina di allevatori, che gestiscono congiuntamente la raccolta e la vendita del latte.
Solidarietà Alpina ha invece lavorato con il villaggio di Pistane, costruendo un acquedotto che ora serve un centinaio di persone. Il villaggio, abitato ora da famiglie albanesi, ha accettato di lavorare per portare l'acqua anche alle case serbe (al momento bruciate e non abitate).
Nell'ultimo anno vi sono stati ulteriori sviluppi. In particolare sono stati fatti notevoli passi avanti rispetto alla trasformazione e gestione del conflitto. Si è iniziato a lavorare con gruppi di ragazzi, sia della città di Peja-Pec, sia dell'enclave serba di Gorazdevac (villaggio a circa 10 chilometri dalla città).
Attraverso la proposta di attività e percorsi di formazione in ambito alpinistico, fotografico e teatrale si sono formati alcuni gruppi di ragazzi e giovani che, oltre ad affrontare le materie ed attività proposte, hanno iniziato ad instaurare delle relazioni reciproche. Partendo con le proposte in gruppi separati, a Peja-Pec ed a Gorazdevac, si è potuto assistere a sviluppi significativi: l'organizzazione di un paio di feste miste, una settimana bianca assieme, visite in città di ragazzi serbi ed a Gorazdevac di ragazzi albanesi e, ad un livello ancora superiore, la progettazione e realizzazione, con il supporto di Progetto Prijedor, di un centro culturale multietnico a cui sono attualmente associati circa 130 ragazzi e giovani, ed in cui sono confluite le attività dei gruppi fotografico, teatrale ed alpinistico. All'interno del centro si colloca anche un corso di giornalismo finalizzato alla promozione della democratizzazione dell'informazione.
Inoltre ha preso avvio, promosso da Tavolo Trentino con la Serbia, Progetto Prijedor e dal consorzio Pluriverso, un percorso di riflessione ed approfondimento sullo sviluppo locale a cui partecipano anche altre realtà dei balcani, e che, attraverso attività di ricerca e workshop, si propone di favorire una maggior presa di coscienza delle potenzialità e delle possibili strategie di sviluppo locale nei soggetti attivi - pubblici e privati - di queste realtà.
In fase ideazione o di studio vi sono ora alcuni altri progetti: un'attività di formazione ambientale da parte di Velaverde, una collaborazione tra gruppo CRI di Bezzecca e ambulatori di pronto soccorso locali, campagna pubblicità e progresso su temi ambientali e di protezione boschiva in collaborazione con i Vigili del Fuoco Volontari del Trentino.
Vanno infine ricordate un paio di attività realizzate in Trentino: una mostra di dipinti realizzati da donne kossovare (di varie etnie) nell'ambito di un progetto di arte-terapia dell'associazione locale Woman 2000, organizzata da Gruppo 78-CICa in collaborazione con il club Inner Will di Trento, ed una mostra di fotografie realizzate dai ragazzi dei gruppi fotografici di Peja-Pec.