Dialoghi sulla pace oggi nei luoghi della guerra di ieri
“Dolomiti di Pace” è un'iniziativa di Trentino S.p.A. ideata con successo nel 2005 e riproposta questa estate per il terzo anno consecutivo in collaborazione con la Fondazione Opera Campana dei Caduti e il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani. Un'iniziativa dai contenuti espliciti, forti, all'insegna di un messaggio di pace e di solidarietà oggi più che mai necessario.
Tra gli ospiti dell'edizione 2008, Akila Ouared (16 agosto 2007, Feldkapelle, Valle del Fersina): figlia di un sindacalista, nipote di un Mufti (religioso musulmano) Akila è stata una militante del Fronte di liberazione nazionale e ha partecipato attivamente alla resistenza dal 1957 fino alla indipendenza dell'Algeria, raggiunta nel 1962. Ha preso parte sia alla liberazione che alla costruzione del suo paese. Durante la resistenza Akila ha perso parzialmente l'uso di una gamba per cui zoppica vistosamente. Negli anni bui delle stragi di civili ad opera dei gruppi fondamentalisti Akila ha aderito all'Associazione Diritti e promozione dei diritti delle donne algerine di cui è diventata presidente in poco tempo;
Susanna Dudiyeva (20 agosto 2007, Forte Larino, Valle del Chiese): nell'attacco terroristico alla scuola di Beslan, nel settembre 2004, ha perso il figlio sedicenne Zaur, morto tra le braccia della sorella Zarina, oggi ventiduenne. Da quel momento Susanna Dudiyeva non ha mai smesso di ricercare la verità su quella tragedia che l'ha colpita direttamente e così duramente: qualche mese dopo l'attentato ha organizzato il comitato Madri di Beslan, di cui è Presidentessa, con l'intento di indagare su quanto accaduto e di individuare responsabilità e colpevoli, sia tra i gruppi terroristici ceceni, sia tra le autorità, accusate di non aver saputo condurre una vera trattativa per evitare il bagno di sangue.
David Grossman (24 agosto 2007, Campana dei Caduti, Rovereto): riconosciuto come uno dei più grandi narratori contemporanei, ma è noto nel mondo anche per il suo instancabile impegno nel favorire un dialogo fra israeliani e palestinesi, quale unica via per una risoluzione pacifica dei conflitti tra i due popoli. Nell'agosto del 2006, il figlio ventenne dello scrittore, Uri, sergente dell'esercito israeliano, è caduto in combattimento: a questo dramma personale Grossman ha reagito con una commossa orazione funebre, piena di amore e di un incrollabile desiderio di pace. Tra i numerosi suoi libri si ricordano Vedi alla voce: amore del 1986, diventato un vero e proprio caso letterario, Il libro della grammatica interiore, Che tu sia per il coltello, Qualcuno con cui correre e Col corpo capisco.
S. Dudiyeva e A. Ouared