Molti Comuni d'Italia hanno attivato, al loro interno, uffici per il sostegno alle attività di cooperazione allo sviluppo, solidarietà internazionale e le Politiche di Pace. Lo scopo è quello di contribuire all'azione della varie Associazioni e Organizzazioni che sul territorio portano avanti un impegno correlato ai temi del Sud del mondo.
In ambito regionale..
Il Comune di Trento, attraverso il "Servizio cultura, solidarietà internazionale e pari opportunità", mantiene i contatti con le realtà operanti nel settore della cooperazione allo sviluppo, promuovendone il lavoro di rete, in funzione di un concorso alla diplomazia popolare. Cura i contatti a livello di organismi internazionali e di paesi terzi in relazione a progetti di cooperazione decentrata e a patti di amicizia fra città. Provvede alla corretta applicazione delle norme concernenti l'assegnazione di sovvenzioni economiche a enti e associazioni operanti nel campo della solidarietà internazionale.
Realizza annualmente un intervento qualificato e rispondente all'attualità internazionale che abbia come caratteristiche la diplomazia preventiva e la possibilità di consolidare rapporti stabili tra la Comunità di riferimento e il Comune di Trento. Incentiva le relazioni di conoscenza e di scambio con i Paesi dell'Est europeo. Opera una costante revisione e riattualizzazione dei gemellaggi in corso, una promozione della cultura della pace e delle mondialità; in questo ambito, elabora iniziative di riqualificazione dell'obiezione di coscienza, di sviluppo dei progetti di diplomazia popolare, con particolare riferimento ai Musei, alle Biblioteche, ai soggetti promotori di cultura in generale, alle istituzioni scolastiche e agli ambiti del volontariato.
Dal gennaio 2003 l'Ufficio Pace e Solidarietà internazionale del Comune di Rovereto ha il compito di coordinare i rapporti del Comune con vari enti e organismi provinciali e nazionali, curare lo studio e la gestione dei progetti di solidarietà internazionale, gemellaggi, iniziative di informazione e sensibilizzazione, di promozione della pace e della convivenza, di documentazione e informazione. L'obiettivo è quello di superare i vincoli di una gestione discontinua, legata alla transitorietà degli incarichi e delle deleghe, e di assicurare continuità e consequenzialità ai progetti e alle iniziative, creando un bagaglio di conoscenze, competenze, professionalità, esperienze, all'interno della struttura comunale.
Il Comune ha provveduto inoltre ad inserire uno specifico articolo, all'interno dell'apposito regolamento comunale, dedicato in via esclusiva alla solidarietà internazionale, articolo che consente tra l'altro l'innalzamento della percentuale di intervento dall'80 al 90% e che demanda alla Giunta municipale il fissare i criteri per la regolamentazione dell'accesso ai finanziamenti. Contemporaneamente, nell'ottica di rendere l'ente locale protagonista della cooperazione allo sviluppo, si è prevista anche la possibilità che il Comune diventi in prima persona attore negli interventi all'estero, possibilità concretizzatasi con l'adesione all'Associazione Tavolo trentino con la Serbia e all'Associazione Pace per Gerusalemme - Il Trentino e la Palestina.
La legge provinciale sulla cooperazione allo sviluppo non fissa, in linea di principio, alcun limite geografico agli aiuti e alla collaborazione; d'altro canto, però, la limitatezza delle risorse finanziarie impone una selezione delle regioni con cui cooperare al fine anche di concentrare le misure di intervento. È solo in questo modo infatti che è possibile ottimizzare l'impiego delle risorse pubbliche e private e garantire una collaborazione costante nel tempo. I programmi diretti della Provincia sono concentrati in una dozzina di regioni e paesi, tra cui la provincia di Sanguiè in Burkina Faso, la provincia di Bac Ninh in Vietnam, la regione di Brunca in Costa Rica, la Bolivia, il paese più povero dell'America Latina e la provincia al confine nord-occidentale del Pakistan (si veda anche il capitolo sui programmi diretti di cooperazione allo sviluppo).
Per quanto riguarda il finanziamento di progetti realizzati da volontari e da associazioni di volontariato, il contributo varia anche a seconda del paese destinatario: i progetti che riguardano i cosiddetti “paesi prioritari” della cooperazione allo sviluppo sono finanziati in una misura compresa tra il 50 e il 70 per cento dei costi ammessi; tale quota di finanziamento scende invece al 35-50 per cento nel caso dei progetti di sviluppo realizzati in altri paesi.